Rimozione amianto: quando diviene obbligatorio rimuovere?

Rimozione amianto: segnaliamo ai nostri lettori questo importante articolo ancora valido per il 2015:

Come si delineano le norme relative alle procedure di bonifica di questo materiale dichiarato fuori legge in Italia a partire dal 1992? L’amianto infatti, materiale versatile ed a basso costo è stato molto utilizzato nel corso degli anni ’70 -’80 in edilizia grazie alle sue proprietà isolanti e fonoassorbenti: con il piccolo inconveniente che le polveri da esso derivanti sono molto pericolose (cancerogene) per l’apparato respiratorio umano. Di qui, nel corso degli anni si sono sviluppate procedure di sicurezza per ottemperare alla corretta rimozione dell’amianto dagli edifici e manufatti.

La bonifica amianto negli edifici privati è un onere che grava esclusivamente sui proprietari (Comune e Asl non sono tenuti infatti ad effettuare sopralluoghi): in particolare pare utile analizzare la disciplina della materia nell’ambito condominale. A tale riguardo differenze ingenti si concretizzano a seconda che l’amianto sia presente negli edifici in forma compatta (cemento-amianto o vinil-amianto) oppure in configurazione friabile.

Amianto in matrice friabile
In caso di presenza negli edifici di amianto friabile (formato molto pericoloso del materiale, poiché riducibile in polvere con la semplice azione manuale e pertanto più facilmente inalabile) il proprietario dell’edificio (oppure l’amministratore, nel caso di un condominio) è tenuto a comunicare alla Asl di riferimento i dati relativi alla presenza di tale insidioso materiale: l’obbligo è prescritto dalle legge (l. 27 marzo 1992, n. 257) e la sua violazione, nel caso di omessa comunicazione, è suscettibile di sanzione amministrativa (pecuniaria, oltre i 2mila euro in sede edittale).

Amianto compatto
L’amianto compatto è meno pericoloso (non può essere sbriciolato se non con l’impiego di attrezzi meccanici, pertanto la diffusione di micro-fibre è molto meno probabile) e la sua presenza in edifici in buono stato non fa scattare alcun obbligo di comunicazione. Qualora l’edificio o il manufatto presentino però condizioni di degrado allora il proprietario (o l’amministratore nel caso di un condominio) ha l’obbligo di far effettuare una ispezione con annessa valutazione del rischio: per fare ciò è necessario avvalersi di un tecnico abilitato (o di un’impresa abilitata anch’essa). Qualora dovesse essere accertata la necessità di intervenire sull’amianto (in caso di pericolosità dei manufatti presenti) scatta l’obbligatorietà di rivolgersi ad una ditta specializzata iscritta all’Albo nazionale Gestori ambientali nella categoria 10 (sub categoria 10A o 10B).

A proposito di procedure di bonifica amianto, cosa dice l’Unione Europea? Scoprilo nell’articolo Amianto, risoluzione UE per la rimozione definitiva entro il 2028.

Spese di bonifica: chi paga?
Ma in concreto, parlando schietto, a chi spetta di tirare fuori i soldi per le procedure di bonifica? Per ciò che riguarda le operazioni in condominio, la spesa spetta ovviamente ai condomini (con la solita ripartizione in base ai millesimi): esiste tuttavia la possibilità per i condomini stessi di rivalersi nei confronti della ditta costruttrice solo nel caso in cui l’amianto sia stato installato successivamente all’entrata in vigore dei divieti di legge. Le maggioranze assembleari per deliberare gli interventi sono le solite: piccoli interventi (quindi manutenzione ordinaria) necessitano una maggioranza semplice degli intervenuti, mentre bonifiche di grossa entità vogliono la maggioranza aggravata (che comprende anche il superamento dei 500 millesimi de approvazione).


obbligo di indagine e del programma di controllo e manutenzione dei manufatti:

i proprietari degli stabili nei quali si sospetta la presenza di amianto e/o di manufatti che lo contengono sono tenuti, ai sensi delle normative vigenti (DM 06/09/994 e succ. modifiche ed integrazioni) a condurre specifiche indagini in merito.

Le indagini devono verificare la presenza o meno di amianto sia mediante i dati riguardanti la storia del manufatto (ad es. la data di acquisto e l’eventuale documentazione della ditta produttrice) sia mediante l’esecuzione di specifiche analisi per la ricerca delle fibre di amianto.

In caso di presenza di amianto il proprietario dell’immobile o il responsabile dell’attività che in esso si svolge sono tenuti ad attuare un programma di controllo e manutenzione al fine di ridurre al minimo il rischio per gli occupanti come stabilito dal DM 06/09/1994.

Più sotto è possibile scaricare il D.M. 06.09.1994.

obbligo di valutazione dell’indice di degrado delle coperture

La DDGS n. 13237/08 della Regione Lombardia ha inoltre definito un’ulteriore disposizione obbligatoria a carico dei detentori di coperture contenenti amianto rappresentata dalla valutazione dell’indice di degrado delle coperture.

In base ai risultati dell’indice di degrado è previsto uno scadenziario temporale al quale i detentori delle coperture dovranno attenersi al fine di programmare la messa in sicurezza e lo smaltimento finale.

Più sotto è possibile scaricare la DDGS n 13237/08.

obbligo di denuncia dei manufatti:

in base al Piano Regionale Amianto Lombardia approvato con Dgr VIII/1526 del 22.12.2005 i soggetti pubblici e proprietari privati hanno l’obbligo di denunciare all’ASL la presenza di manufatti contenenti amianto in matrice friabile, mediante apposito modulo allegato alla stessa Dgr.

La legge n. 17/2003 art.1 ha esteso tale obbligo anche ai manufatti in cemento-amianto (in genere identificati con il nome commerciale di “eternit”).

Il Censimento dei manufatti viene effettuato dalla ASL in collaborazione con i Comuni e le Province.

Ai Comuni è attribuito il compito di sensibilizzare e informare la cittadinanza in merito agli obblighi suddetti. A tal proposito il Comune di **** ha affisso, a suo tempo, specifici manifesti.

Più sotto è possibile scaricare il modulo per la denuncia contenuto all’interno della DGR del 22.12.2005 n. 8/1526.

obbligo di bonifica dei manufatti:

in base agli esiti del programma di controllo e manutenzione e della valutazione dell’indice di degrado, il proprietario/detentore può essere tenuto ad effettuare la bonifica dei manufatti contenenti amianto.

Per quanto riguarda le coperture I metodi di bonifica previsti dalla normativa vigente sono:

a. sopracopertura

sulla copertura contenente amianto, che non è rimossa, è posata un’altra copertura di materiale idoneo, a condizione che il fabbricato sia in grado di reggere l’ulteriore struttura.

b. incapsulamento

sulla copertura contenente amianto, che non è rimossa, sono applicati prodotti ricoprenti, in merito ai quali dovrà essere certificata l’efficacia e monitorato nel tempo lo stato di conservazione.

c. rimozione

la copertura contenente amianto è rimossa e sostituita con un’altra copertura di materiale idoneo.

Ai sensi dell’art. 34 del D.Lgs 277/91 per i lavori di demolizione e di rimozione di manufatti contenenti amianto è obbligatorio presentare un piano di lavoro all’ASL. Lo smaltimento dei manufatti rimossi non rientra nella gestione dei rifiuti urbani e speciali ed è a carico del soggetto che effettua l’intervento di rimozione.

il tutto riguarda la regione lombardia, ma più dipende da provincia a provincia come decidono di fare; io posso solo consigliare di fare la segnalazione all’ASL della propria provincia, saranno poi loro a provvedere alle analisi e nel caso contattare il proprietario dell’edificio.

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3 Responses to Rimozione amianto: quando diviene obbligatorio rimuovere?

  1. Carlo Silvani says:

    Salve. Il mio vicino ha una vecchia stalla ricoperta con 600 mq. di eternit di 40 anni che si sta sbriciolando e, a camminarci sopra si crepa tutto.
    Posso obbligarlo a smaltirlo? Visto che si trova a soli 30 mt. da casa mia.
    Grazie.
    C.Silvani

    • Buongiorno, no, non esiste per legge ancora nessun obbligo di smaltimento Eternit. Si può fare una segnalazione all’ente di competenza territoriale AUSL (peraltro rispondono telefonicamente anche alle informazioni di questo tipo) che controllerà lo stato dell’amianto ma la procedura non è immediata e l’esito non è scontato dato che può anche essere tamponato con un rivestimento speciale. Saluti

  2. francesco perego says:

    dovendo smaltire entro il 2015 l’eternit di copertura del mio box e sostituirlo con altra copertura, vorrei sapere se posso avere la detrazione irpef e in quale percentuale, ( 50% o 65%) l’imposta iva per questo lavoro è al 10% oppure al 22% ? vi ringrazio

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