Rischi Amianto ed Eternit: i veleni intorno a noi

Interessante articolo: Rischi Amianto ed Eternit: i veleni intorno a noi

Fonte: http://www.il-cittadino.it/san-giovanni-teatino-71a-16-03-2013/

Di amianto si può continuare a morire. La questione ambientale, della qualità della vita nel suo complesso, a San Giovanni Teatino è tra le più gravi emergenze del nostro territorio, forse la più grave. Il problema è particolarmente complicato, tuttavia e per fortuna, ormai da decenni, è aumentata la conoscenza del problema e delle sue possibili soluzioni. Di pari passo è aumentata la sensibilità dell’opinione pubblica nei confronti dell’ambiente, e ciononostante ritardano colpevolmente le azioni per una efficacia lotta all’inquinamento dell’aria, gran contenitore dei più svariati tipi di inquinamento, il principale veicolo di malattie e di inesorabili tumori.

Da diversi anni, dal 1992, è stato messo al bando l’uso dell’amianto in Italia, non si può né produrre né lavorare, ma resta il problema di come smaltire le immense quantità prodotte e utilizzate nelle più svariate utilizzazioni, produttive, edili e domestiche. Ancora oggi, l’amianto è presente negli edifici e nei capannoni industriali. Con il tempo rischia di sfaldarsi, ridursi in polvere e fatto respirare a tutti noi. In un precedente intervento sul nostro giornale, Paolo Tortoli, rompiscatole e ambientalista, aveva attirato l’attenzione sulle innumerevoli coperture di cemento-amianto ancora presenti sul nostro territorio, denunciando così la grave realtà: “Provate ad alzare un po’ gli occhi transitando per via Vittorio Emanuele, via Matteotti, via Cavour, via Amendola, (via A. Moro, n.d.r.) si possono vedere decine di capannoni con coperture di amianto in avanzato stato di decomposizione. Ci sono capannoni abbandonati, aziende fallite, aziende ancora in attività, edifici accomunati da una sola caratteristica: la vetustà delle coperture che, a causa dell’incuria in cui sono abbandonati, stanno rilasciando polveri di fibrocemento nell’atmosfera con infauste conseguenze per la popolazione”.

L’amianto, utilizzato in passato per la grande resistenza al fuoco e all’azione degli acidi, è costituito da un unico filamento che racchiude fibre forti ma flessibili che però possono deteriorarsi rilasciando nell’aria polveri tossiche che se inalate causano gravi danni all’apparato respiratorio e riconosciuto come materiale cancerogeno. L’unica soluzione, già ampiamente utilizzata nelle costruzioni edilizie, ma colpevolmente in ritardo in Italia, consiste nella bonifica delle quantità di amianto (Eternit) attraverso la rimozione o l’incapsulamento del materiale che contiene amianto. Recentemente su iniziativa della Regione Abruzzo, anche a San Giovanni Teatino l’Amministrazione comunale, su spinta del Consigliere Gabriella Federico, ha aderito al bando in favore dei privati che intendono smaltire piccole quantità di amianto per non più di 540 chili e fino al 70 per cento della spesa per un massimo di 1.865 euro. Ancora poco, ma meglio di niente. Intanto un tentativo per scoraggiare l’abbandono in discariche abusive di pezzi di tettoie, tubi e vecchi serbatoi di amianto, che il Comune è poi costretto a bonificare a proprie spese. Così come alcuni interventi in Via Cavour, hanno eliminato un paio di casi pericolosi, proprio perché a ridosso delle abitazioni e segnalati dai proprietari.

Tuttavia sembrano inefficaci e insufficienti a misurare il grado di rischio esistente sul nostro territorio senza che ci sia un adeguato monitoraggio degli edifici privati e di quelli produttivi, di cui il tessuto urbano e industriale di Sambuceto in particolare, è variamente caratterizzato. Nel programma elettorale del Sindaco Marinucci, si era dato ampio spazio alla tutela del territorio e dell’ambiente, individuando nella “bonifica dei siti inquinati e piano di risanamento da eternit”, un punto importante insieme ad altri impegnativi e qualificanti interventi per migliorare la qualità della vita nel nostro comune.

Ma l’urgenza del problema amianto richiederebbe ben altro modo e ben altro ritmo per affrontare questa emergenza, prendendo iniziative proprie, sollecitando Regione e Provincia ad intervenire con propri fondi, e allo stesso tempo investendo una parte del bilancio del Comune su sensibilizzazione e informazione per i cittadini, ricognizione degli impianti esistenti sul territorio, facilitazioni e incentivi per un corretta bonifica dei materiali con presenza di amianto. Ad esempio una prima iniziativa potrebbe consistere nello stanziare una somma per il rimborso del 50% delle spese per lo smaltimento in edifici in regola con le leggi urbanistiche, o applicando una riduzione della “Bucalossi” per la sostituzione con materiali ecocompatibili o come in altri comuni, attraverso una convenzione con società di produzione di energia, incentivare l’installazione di pannelli fotovoltaici in sostituzione delle coperture in amianto. Oppure, tramite l’azienda Sangiovanniservizi, l’istituzione di un servizio per la raccolta e smaltimento dei prodotti che contengono amianto, in grado di incentivare i cittadini, non penalizzandoli né colpevolizzandoli, a conferire quei manufatti di cui ogni casa, per l’intenso utilizzo che si fece nei decenni passati, ha fatto uso. Se non altro per scoraggiare la diffusione di micro discariche abusive, che costituiscono comunque un costo per le casse comunali, e che invece potrebbe essere più efficace sostenere per la bonifica, riducendo sensibilmente il rischio di malattie.

Beniamino Gigante

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One Response to Rischi Amianto ed Eternit: i veleni intorno a noi

  1. vittorio says:

    l’amianto, non è un problema, è un incubo, non riesco neanche a capire
    come ha fatto il pianeta Terra a produrlo, e penso che su capannoni dove
    sono state rimosse vecchie coperture in eternit, siano presenti ancora polveri
    depositate nel sottotetto, e se qualcuno va su a far lavori o pulizie
    si respira le polveri mortali.
    saluti Vittorio

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